ASSOCIAZIONE CULTURALE CAVALLARO-PRINCIPATO-MESSINA (Cat. A)

MA…CHI SEI?

“C’è chi dice no” indaga il tema della doppia faccia, delle identità mutate e delle verità nascoste. Dalle fiabe arrivano i primi inganni: la strega che offre la mela avvelenata e Pinocchio con il naso che cresce ricordano quanto la falsità possa celarsi dietro un gesto o trasformare chi la compie. Lo sguardo si sposta poi sulla realtà contemporanea: il Ponte di Messina, simbolo di promesse infinite e mai realizzate, diventa emblema della politica che cambia volto secondo convenienza. Persino Scilla e Cariddi, custodi millenari dello Stretto, emergono stanchi di un’incertezza umana che supera ogni mostro. L’ipocrisia quotidiana prende forma nel Vampiro, figura rispettabile alla luce del giorno e creatura oscura nella notte: metafora di chi indossa maschere sociali per nascondere la propria vera natura. Il carro è un invito a smascherare le apparenze e a cercare autenticità: una domanda che risuona come monito finale — “Ma… chi sei davvero?”.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE SCALIA-FICHERA (Cat. A)

GIU’ LE MANI! 

Un grido di difesa e di libertà: “Giù le mani” racconta la lotta di chi rifiuta ogni forma di sopraffazione. Mani giganti, simbolo del potere e del controllo, cercano di stringere e manipolare l’essere umano, ma da quella stretta nasce la ribellione. Una figura femminile, emblema di dignità e resistenza, spezza le catene. Il carro invita a dire basta alla violenza e all’abuso in ogni sua forma — sulle persone, sulla natura, sulla libertà di pensiero. Un manifesto civile che trasforma il Carnevale in voce capace di denunciare, emozionare e ispirare coraggio.

 

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARDIZZONE SCENOGRAFIE (Cat. A)

VAR (TUTTO DA RIVEDERE)

Una satira sul calcio e sulle sue contraddizioni. Il VAR, tecnologia nata per garantire giustizia, diventa lente deformante che genera nuovi fantasmi: arbitri invisibili, tifosi accecati, giocatori-automati. Il campo si trasforma in un’arena dove la passione si perde tra scandali e interessi. Nel caos dei replay, un bambino con un pallone ricorda il senso autentico dello sport: gioia, lealtà, gioco condiviso. Un invito a recuperare il valore umano dello sport oltre la logica del profitto.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE MARIO PRINCIPATO (Cat. A)

FURIA ANIMALE

L’uomo, predatore implacabile, ha oltrepassato il limite e la natura si ribella. Leoni, tigri e lupi si ergono contro l’arroganza che li ha sfruttati. Al centro, una creatura metà uomo e metà bestia urla la sua rabbia, incarnando la lotta tra istinto e ragione. L’opera riflette sul rispetto per ogni forma di vita e sulla necessità di riconciliarsi con la nostra parte più autentica. Un richiamo a ritrovare equilibrio con il mondo vivente.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTE E CULTURA DI CAVALLARO PAOLO GIUSEPPE (Cat. A)

DUE LEGGENDE, NESSUNA REGOLA 

Il carro racconta il riscatto sociale come forza che permette di superare povertà, discriminazioni e paure. La tigre rappresenta il coraggio che nasce dalla rabbia, mentre il pagliaccio incarna chi lotta dietro un sorriso. Accanto a loro, Pulcinella e Mister Corniciello ricordano le incertezze e la fortuna che manca, seduti su una macchina del tempo che simboleggia una battaglia eterna. La bestia dell’esclusione è l’ostacolo da superare. Il sipario si apre su Vasco Rossi, voce dei ribelli, ostacolato da arpie che rappresentano censura e pregiudizio. Dall’alto, una fenice annuncia la rinascita. A chiudere, Diego Armando Maradona: talento nato dal nulla, simbolo di chi, partendo dal basso, conquista il mondo. Il carro diventa così un inno alla libertà e al cambiamento: il riscatto sociale è possibile, e nessuna regola imposta può fermare chi sceglie di rialzarsi.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE CAMA MASCHERE RIBELLI (Cat. A)

IL BATTITO DELLA TERRA 

Un inno alla vita del pianeta. La Terra, cuore pulsante, richiama l’attenzione dell’umanità distratta: il suo battito si fa debole, minacciato da guerre, inquinamento e avidità. Spiriti della natura e un grande albero — radice e respiro del mondo — si ergono come simboli di speranza. Ascoltare il pianeta significa ascoltare noi stessi, perché ogni scelta contribuisce al suo ritmo vitale. Un messaggio ecologico e spirituale di rinascita e consapevolezza.

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE COCO (Cat. B)

NON È L’INFERNO 

Ispirato al brano di Emma, il carro trasforma l’inferno in cronaca del presente: guerre, crisi, solitudine, rabbia. Le fiamme sono quelle dei social e dei giudizi che bruciano. Ma nel fuoco si erge una figura che non si arrende, simbolo della speranza che resiste. “Non è l’inferno” è una preghiera laica: nonostante tutto, l’umanità cerca luce. L’opera invita a non cedere al cinismo e a credere nella possibilità del bene.

 

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE SARDO (Cat. B)

C’E’ POSTA PER TE 

Il titolo è un invito alla pace in un mondo segnato da guerre e divisioni. Il giovane nuotatore in fuga tra onde e squali rappresenta una generazione costretta a cercare salvezza lontano dai conflitti. Ai lati, le potenze europee assumono un volto sorprendente: Giorgia Meloni e Macron usano aerei e cannoni per diffondere fiori, trasformando strumenti di guerra in simboli di dialogo. Al centro, un ironico Berlusconi-angelo, circondato da figure burlesque, unisce spettacolo e nostalgia. Sul retro, la grande busta del programma ricorda l’importanza della comunicazione: Maria De Filippi e Donald Trump consegnano un messaggio di pace rivolto a Putin e Zelensky. La stretta di mano finale tra i due leader immagina il futuro che tutti desiderano: mettere da parte le armi e scegliere la via della ragione. Un carro che trasforma la satira in speranza e ricorda che la pace è possibile, se si ha il coraggio di volerla davvero.

 

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE LEOTTA-RACITI (Cat. B)

U.S.A E GETTA

Una riflessione sulla trasformazione del “sogno americano”, un tempo simbolo di riscatto, libertà e opportunità per chi arrivava da ogni parte del mondo. Gli Stati Uniti, storicamente terra di accoglienza e democrazia, diventano ora una fortezza che alza muri e chiude le porte a chi cerca un futuro migliore. Nella visione satirica dell’opera, Donald Trump diventa un moderno pifferaio magico che, con la sua melodia, allontana valori, diritti e speranze: gli stessi stranieri che un tempo contribuivano alla crescita dell’America vengono ora respinti e privati di studio, lavoro e opportunità. Intorno, topi che suonano invano la Liberty Bell denunciano la perdita della libertà, mentre aquile e bufali-guardiani difendono un Paese che ha smarrito la propria identità. Persino la Statua della Libertà appare deformata dal peso del consumismo. “U.S.A. e Getta” è una critica al protezionismo che trasforma un ideale di accoglienza in un modello che scarta ciò che non riconosce più come proprio.

 

 

 

FONTE : www.carnevaleacireale.eu

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