La prima chiesetta intitolata a San Biagio venne edificata intorno al 1550 e affidata ai Frati Minori nel 1611. La chiesa attuale è d’impianto seicentesco e venne costruita dopo il terremoto del 1693.

La sobria facciata francescana risale alla fine dell’800 ed è opera dell’architetto Mariano Panebianco.

All’interno la chiesa presenta un’architettura ad una sola navata con una sorta di vestibolo delimitato da quattro colonne corinzie con funzione di sostegno del coro e dell’organo. La copertura seicentesca è invece a cassettoni.

Alle pareti figurano alcune tele di Alessandro Vasta, figlio del più famoso Pietropaolo, di Baldassarre Grasso e di Giacinto Platania. Inoltre, ornano la chiesa gli affreschi del pittore acese Giovanni Lo Coco. Al Platania appartiene la tela dell’Immacolata, che realizzata nel 1611 risulta essere la più antica rappresentazione dell’Immacolata presente ad Acireale. Lungo le pareti della chiesa, sopra gli altari, alternati alle finestre, si trovano degli affreschi rappresentanti santi monaci dell’ordine francescano.

Nel presbiterio è collocato l’altare maggiore di fattezze barocche, sormontato da una struttura lignea che racchiude la statua argentea dell’Immacolata, scolpita da un messinese ignoto seguace della scuola del Bernini. Nella volta si evidenzia il trittico realizzato da Giovanni Lo Coco rappresentante alcune sequenze su San Francesco d’Assisi.

Annesso alla chiesa si trova il convento francescano col chiostro. Di forma quadrata con portico ad archi, cinque per lato ed a centro l’antica cisterna per l’acqua, esso è affrescato con scene significative sulla vita e i miracoli del santo d’Assisi e sulla storia dell’ordine francescano, con ritratti di papi, cardinali, re e regine ad esso relativi.

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